Badia di S. Salvatore a Soffena

 

Badia_a_Soffena_RetroL’antica pieve si trova lungo la Setteponti, antica strada, di probabile origine etrusca, lungo la cui direttrice sorsero nell’XI secolo una serie di pievi a controllo politico e religioso del territorio.

Complesso monastico costituito dalla chiesa, dal chiostro e dal convento fu costruita alla fine del XIV secolo dai monaci vallombrosani su una preesistente struttura romanica dell’XI secolo, testimoniata da un documento del 1014 e dagli scavi archeologici effettuati nel chiostro, che hanno portato alla luce un edificio di culto simile alla prima chiesa della pieve di Gropina (VIII-IX secolo).

La badia, affidata ai vallombrosani con Bolla papale da Urbano II nel 1090, mostra forme di transizione dal romanico al gotico. La badia fu laicizzata nel 1776 e ridotta a usi colonici: comprata dallo Stato e restaurata negli anni Sessanta, adesso la gestione è passata al comune di Castelfranco. L’interno, a croce greca, conserva pregevoli affreschi quattrocenteschi di maestri operanti nel Valdarno: Maestro di Carmignano a cui è attributio il San Giovanni Gualberto, Madonna col Bambino di Paolo Schiavo, la pregevole Annunciazione di Giovanni di Ser Giovanni detto Lo Scheggia, fratello di Masaccio, la Strage degli innocenti attribuita al Maestro di Bibbiena. Sulla destra dell’edificio sorge l’ex-monastero vallombrosano, con chiostro quadrato circondato da archi sorretti da pilastri: il campanile, a pianta quadrangolare, è alleggerito da bifore nella cella campanaria. I locali del monastero sono adibiti a spazi espositivi e convegni.